INDIRIZZO PROGRAMMATICO 2025 – 2028
Introduzione
Il nostro tempo.
Viviamo in un tempo di grandi contrasti. Da un lato, l’umanità ha raggiunto traguardi straordinari: l’intel- ligenza artificiale, la medicina personalizzata, l’esplorazione dello spazio, le reti globali che ci connettono in tempo reale. Dall’altro, ci troviamo immersi in una realtà segnata da fragilità profonde.
Il mondo è frammentato: guerre locali e tensioni globali, disuguaglianze economiche crescenti, crisi mi- gratorie irrisolte. Il dialogo è spesso sostituito dal conflitto, la fiducia pubblica è debole e la disinformazione alimenta paura e divisione.
La crisi climatica non è più una minaccia lontana: è presente, urgente e colpisce prima di tutto i più poveri.
Eppure, le risposte politiche e sociali restano parziali e lente, spesso inefficaci.
Nel frattempo, il progresso tecnologico accelera ma spesso senza una direzione condivisa. Siamo di fronte a innovazioni che cambiano il lavoro, l’educazione, la relazione… ma che sollevano anche sfide etiche enormi. Le nuove tecnologie offrono possibilità straordinarie, ma pongono il rischio che la tecnica superi l’uomo invece di servirlo. Nonostante l’iperconnessione, molte persone si sentono sole, confuse, disorientate. C’è una sete cre- scente di autenticità, comunità, partecipazione, forse anche di spiritualità che spesso viene cercata in estremismi, narcisismi, dipendenze o proposte devianti.
La politica mondiale sembra paralizzata, chiusa in interessi di potere, senza visione. I populismi sfruttano paura e rabbia e cresce la sfiducia, specialmente tra i giovani, nella democrazia che sembra compromessa dalla difficoltà di vivere la dimensione della partecipazione, del confronto, del dialogo. L’Umanità sembra in cerca di senso, di una direzione perduta mentre si moltiplicano le guerre e purtroppo cresce la corsa agli armamenti.
In particolare, in Italia è sempre più marcata una sorta di indifferenza che conduce i cittadini ad avere un distacco emotivo e culturale dalla “cosa comune”; prevale il disimpegno, il disinteresse, la sfiducia nelle istitu- zioni, la difficoltà di sentirsi parte di una comunità. D’altro lato le risposte che vengono da chi governa sono spesso repressive, isolanti e disgreganti. Purtroppo, le conseguenze di questo stato di cose sono sotto gli occhi di tutti: perdite di posti di lavoro, governi che agiscono in opposizione alla cultura, la mediocrità va al potere; ci sono persone che non sembrano cogliere il senso delle responsabilità che ricoprono.
Siamo davanti a un bivio storico: il futuro è ancora aperto. La scienza, la tecnica e la politica non bastano da sole. Serve un cambiamento culturale e spirituale: rimettere la dignità della persona e la cura della casa comune al centro di ogni scelta. Servono urgentemente idee guida etiche ed umane condivise da tutti
La realtà dell’adulto
Il mondo adulto “stenta” a riconoscere la propria adultità se per quest’ultima intendiamo il tempo della responsabilità, della stabilità e delle scelte consolidate, nonché il tempo della testimonianza dei valori acquisiti. Viviamo una crisi etica: mancano valori condivisi che aiutino gli adulti ad essere autentici e credibili.
L’aspetto più importante e più problematico che ha portato a questa crisi e alle molteplici situazioni di conflitto è una idea distorta della libertà. Il grande mito delle ultime generazioni di una libertà sciolta da limiti e legami, ridotta a possibilità di scelta tra tantissime opzioni, ha reso la donna e l’uomo di oggi prigionieri del loro indivi- dualismo e delirio di onnipotenza, perennemente insoddisfatti, vittime di infiniti bisogni, incapaci di attivare desideri e lontani dalla ricerca del senso profondo che sorregge la vita, gli impegni, le relazioni, il lavoro, sfilac- ciando il tessuto sociale.
Pertanto, l’adulto di oggi, con cui il Masci si rapporta, è fragile, spesso stanco… Dentro questa fragilità però si nasconde una forza autentica: quella di chi ama, di chi resiste, di chi si rimette in gioco ed è capace di rinascita, profondità e cura, di chi non cerca perfezione, ma cerca senso, un centro da cui ripartire. Forse essere adulti, oggi, significa proprio questo: abitare la fatica con verità, e trasformarla in occasione di umanità.
Anche la comunità ecclesiale, cui il Masci appartiene convintamente, sta vivendo la complessità del pre- sente, è chiamata a trovare vie anche nuove per annunciare Cristo nel mondo di oggi e per testimoniare quella speranza che dà senso alla vita dell’uomo. I percorsi di sinodalità, la centralità della Parola, la rinnovata insistenza sulla fratellanza universale ci chiamano ad una presenza convinta e dialogica nella chiesa.
La nostra presenza
In questo contesto occorre un cambio di passo significativo per non apparire retorici. Resistenza e Profezia sono due parole che possono caratterizzare l’agire del nostro Movimento per immaginare qualcosa di coraggioso. Noi crediamo nell’uomo, vediamo un risveglio silenzioso fatto di piccoli gesti, giovani impegnati, reti di solida- rietà, parole profetiche che ci ricordano che “Tutto è connesso. Nessuno si salva da solo.”
Dobbiamo continuare ad aiutarci e stare nella realtà con strumenti più raffinati. Occorre un lavoro continuo nelle Comunità che devono essere ancorate alla realtà. Vicinanza alla Parola ma anche alla Storia. Noi vogliamo Esserci: stare nel tempo, nelle nostre realtà professionali, sociali e lavorative. Dobbiamo attrezzarci, avere stru- menti in più per vivere e trasmettere la nostra esperienza. Dobbiamo essere donne e uomini capaci di relazioni con tutti, anche e soprattutto con chi è più fragile.
Abbiamo imparato il valore dell’ecologia integrale proposta con lungimiranza nell’enciclica Laudato si’ e dobbiamo unire le nostre forze per un’azione etica, sociale e politica. Non possiamo cambiare il mondo da soli, ma possiamo scegliere da che parte stare. Davanti alla logica della violenza e dell’indifferenza, possiamo opporre la cultura dell’incontro, dell’ascolto, della responsabilità. Per noi la pace non è un’utopia, è una strada concreta, fatta di gesti piccoli, ma veri. Come ha detto il Papa a Hiroshima: “La vera forza non è quella che distrugge, ma quella che costruisce.”
Idea forte: guardare lontano con occhi nuovi
Siamo tutti alla ricerca di uno spirito nuovo per il tempo che viene. È importante condividere la ricerca del senso della vita mettendo al centro la persona e il bene comune; il nostro tempo, pur segnato da difficoltà, può diventare occasione di rinascita e speranza, avvio di un nuovo umanesimo.
La sfida è educativa, etica, spirituale: riscoprire il senso del proprio essere, della vita autentica e piena, del bene, del bello e del buono, di quei valori che danno significato all’esistenza e sono motivo di speranza vera per il futuro dell’umanità e del pianeta.
La vita è relazione che ci precede ed è quindi fondamentale accendere e coltivare il desiderio di stabilire relazioni di senso e affezione, sentirsi riconosciuti e coinvolti nella realtà, in altre parole di avere “più vita” attraverso sguardi di speranza.
Sguardi di speranza, che non si fermano a ciò che appare
Ci sono sguardi che si fermano alla superficie: vedono numeri, cose, notizie, limiti.
Ci sono sguardi che sanno andare oltre: vedono opportunità, possibilità concrete, futuro. Non sono ingenui: conoscono la fatica, il dolore e sanno che il buio non è l’ultima parola. Vedono il bene che cresce silenzioso, i legami che resistono, le vite che si rialzano…
Sguardi così non si possono improvvisare: nascono dall’aver imparato a vedere con gli occhi di Dio che non si ferma all’errore ma guarda il cuore, nascono da un atteggiamento contemplativo sull’esistenza.
La responsabilità che oggi sentiamo è quella di alzare lo sguardo, di guardare con coraggio la realtà che viviamo e fermarci per leggere i segni dei tempi, non con paura o lamento, ma con spirito critico e speranza. Quali sono le ferite che chiedono ascolto? Quali urgenze non possiamo più rimandare? Dove, oggi, possiamo generare futuro?
Discernere con occhi lucidi e cuore attento per scoprire ciò che conta, lasciare ciò che è superfluo, e sce- gliere dove agire in virtù di una visione condivisa e alta sul domani.
Ogni cambiamento reale nasce da uno sguardo che ha saputo scendere in profondità ed anche nelle situa- zioni più complesse e difficili è riuscito ad intravedere il potenziale positivo per costruire con fiducia, non per semplice ottimismo, nella certezza che in Cristo tutto ha un senso e la vita si riempie di significato.
I nostri sguardi, coinvolgendo al tempo stesso la sfera emotiva, intellettuale e spirituale, vogliono essere così: andare oltre il naturale “vedere”, oltre il presente, oltre le apparenze, verso un orizzonte di possibilità che possono concretizzarsi grazie alla nostra voglia di esserci. La realtà ci interpella perché questo è il nostro tempo ma i nostri sguardi non vogliono fermarsi al reale. Vogliamo guardare lontano, con sguardi di speranza capaci di generare futuro!
Sguardi e Linee di Indirizzo
Le quattro schede che seguono riassumono le priorità che il Masci vuole darsi nel prossimo triennio attra- verso quattro sguardi particolari volutamente declinati in linee di indirizzo.
Le linee di indirizzo non sono progetti o attività che dovranno essere definite nel programma triennale, ma grandi obiettivi su cui lavorare, articolati nelle VIE del Patto comunitario per una visione globale e unitaria dell’agire del Masci.
1. Sguardo sulla unitarietà della persona
La frammentarietà del nostro tempo e la cultura imperante dove tutto è relativo e soggettivo ci impone di orientare il nostro sguardo anzitutto sulla persona, sul significato profondo della sua esistenza, del suo essere creatura, nella sua unitarietà fatta di corpo, mente e anima.
L’unitarietà della persona presuppone guardare all’essere umano come a un essere coerente che in modo armonico riesce a vivere tutte le dimensioni dell’esistenza. Contrapponendoci radicalmente alla fram- mentarietà e alla specializzazione che il nostro tempo propone e spesso impone, enfatizzando come conquista il relativismo e il soggettivismo, ci piacerebbe continuare a proporre una visione dell’uomo come persona unificata.
L’esigenza è crescere nella consapevolezza di ciò che siamo chiamati ad essere per rendere concreto il legame tra ciò che si è e ciò che si fa. L’unitarietà è una meta esistenziale, un cammino che necessita di allenamento che noi chiamiamo educazione permanente, un cammino orientato che per noi trova il suo orizzonte nella fede in Cristo risorto, il solo che dà senso alla nostra esistenza.
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Cuore |
I percorsi di educazione permanente in Comunità, a partire dai segni dei tempi, dovrebbero aiutare la persona a unire ciò che è, ciò che fa e ciò che pensa. Le Comunità devono favorire dialogo, empatia, relazioni autentiche e sviluppare la capacità di ascolto. Devono aiutare a sco- prire e esaltare con passione i talenti di ognuno riconoscendoli anche nella fragilità. Infine de- vono aiutare a coltivare la vita interiore e il pensiero personale per comprendere meglio il senso della vita. |
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Creato |
La dimensione educativa adulta dovrebbe aiutare a scoprire la propria unicità come parte di un sistema armonioso, rafforzare il senso di appartenenza alla natura attraverso la contemplazione, la cura e la valorizzazione del creato, e favorire la coerenza tra etica personale, giustizia am- bientale ed equità sociale. |
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Città |
Stimolare riflessioni sul senso della vita, sull’uomo come fine e non come mezzo, orientando l’esistenza non al profitto ma alla generatività. Questo richiede di integrare la crescita personale con l’impegno sociale, politico e la responsabilità verso gli altri per diventare testimoni credibili. |
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Chiesa |
Confrontarsi con la cultura del proprio tempo testimoniando la propria fede capace di incarnarsi nella realtà. Ciò implica immergersi nella concretezza della propria esperienza umana e rileg- gerla alla luce del Vangelo, per arrivare a unire in modo armonico fede e vita quotidiana. |
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Movimento |
Verificare e sviluppare le peculiarità dello scautismo rivolto all’educazione degli adulti sia per comprendere la vita, la sua chiamata, le sue leggi sia per saperci esporre ai suoi rischi con fiducia e con capacità generativa e profetica. |
- Sguardo verso l’altro
La contemporaneità ci spinge a riconoscerci come individui ma noi siamo relazione e l’altro non è un limite al nostro io ma una condizione necessaria per la piena realizzazione di sé come persona.
La dignità dell’essere umano si manifesta proprio nell’incontro, nello scambio, nell’accoglienza reci- proca. In questa prospettiva, lo sguardo verso l’altro non è solo un atto etico, ma un fondamento antro- pologico e spirituale.
Siamo invitati a ricucire le fratture tra generazioni, così come a superare le paure, i pregiudizi e gli stereotipi legati all’identità di genere, al diverso e allo straniero. Riteniamo indispensabile accogliere l’altro facendoci “prossimo” e prendendoci “cura” di chi è ai margini come scelta di giustizia e non solo di amore caritatevole.
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Cuore |
Riflettere su come superare intolleranza ed egoismo, vivendo attraverso l’incontro e il dono di sé. Interrogarsi sulla famiglia, le relazioni tra generazioni e il dialogo interculturale per costruire comunità accoglienti e coerenti con valori umani e cristiani. |
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Creato |
Promuovere un’ecologia integrale che includa la cura dell’ambiente e delle relazioni umane, riconoscendo che tutto è interconnesso: crescita economica, inclusione sociale e bene comune devono andare di pari passo. Occorre affrontare la crisi ecologica anche come crisi morale e culturale, sostenere i più fragili e riscoprire nella natura una fonte di spiritualità e riflessione profonda sulla vita. |
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Città |
Promuovere relazioni inclusive e accoglienti nella direzione del riconoscimento della complessità e della ritessitura dei legami sociali; relazioni che favoriscano la fraternità ed il dialogo tra persone e realtà che difficilmente comunicano, trasformando le diversità in risorse. Al tempo stesso, costruire legami significativi con chi vive ai margini della società, riconoscendo e rispettando l’identità e i bisogni di ciascuno. |
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Chiesa |
Partecipare costruttivamente alla vita della Chiesa, promuovendo comunione e dialogo costrut- tivo con il mondo, per una Chiesa “in uscita” vicina a ciascuno. Aprirsi all’incontro con gli altri per vivere la fede come cammino di crescita e testimonianza nella vita. |
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Movimento |
Rafforzare le proprie relazioni, anche con realtà giovanili scautistiche e non solo, per divenire capaci di incontrare, ascoltare e valorizzare le generazioni diverse. |
- Sguardo sulla libertà e sulla responsabilità
La crisi etica e la deriva ideologica derivanti dall’idea distorta di libertà slegata dal contesto sociale e dal bene comune, chiede di volgere lo sguardo su questi temi.
La libertà autentica si realizza pienamente nella capacità della persona di autodeterminarsi in vista del bene di tutti, ed è per questo che è completa solo se relazionata agli altri grazie all’esercizio della re- sponsabilità che significa impegnarsi in prima persona, rispondere a ciò che siamo chiamati ma anche “sposare” il luogo che abitiamo.
Ci impegniamo a fare del nostro meglio per ridare dignità ad una Politica capace di servire l’uomo e la società. Vogliamo stare nel mondo con la scelta di servizio, esercitando una libertà contributiva anziché consumistica, perché è anche un modo di ispirare e orientare la politica; cerchiamo di operare per una prospettiva di pace.
Ci piacerebbe trovare il modo per essere attivi nella sfida che le nuove tecnologie pongono all’uomo per salvaguardarne la creatività e la coscienza.
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Cuore |
Abitare il nostro tempo per costruire un tessuto sociale fondato sulla libertà, la dignità umana e valori condivisi. Riflettere sul senso della propria vita e sul bene a cui siamo chiamati, aprirsi a cambiamenti di mentalità per rispondere responsabilmente alle sfide contemporanee, coltivare relazioni libere e consapevoli anche nell’era dei social e delle comunicazioni virtuali. |
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Creato |
Rispondere alla chiamata per una conversione ecologica e per una cultura della sostenibilità in un’ottica universale, riconoscendo che la libertà individuale ha senso solo se condivisa. Ciò im- plica coltivare una responsabilità ecologica che unisca bene comune e libertà personale, incen- tivare stili di vita sostenibili, riflettere sul rapporto tra tecnologia, ambiente e libertà. |
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Città |
Promuovere la cultura della partecipazione e della cura della pace per costruire il bene comune esercitando la cittadinanza attiva testimoniando i propri valori anche attraverso il servizio. Par- tecipare responsabilmente alla vita politica e sociale, ridando dignità al servizio pubblico e af- frontando in modo critico e costruttivo le sfide etiche e ideologiche della realtà. |
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Chiesa |
Coltivare il cammino di fede personale e comunitario, contribuendo a una Chiesa aperta al dia- logo con la contemporaneità e vicina alle sofferenze del mondo. Testimoniare un cristianesimo vivo attraverso la vocazione laicale, la corresponsabilità ecclesiale e vivendo la spiritualità scout come stile di libertà interiore |
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Movimento |
Riflettere sul servizio personale e di comunità, sia come stile caratterizzante sia come apparte- nenza e risposta libera e responsabile alle esigenze del territorio e del mondo di oggi. |
- Sguardo di speranza
In un mondo che “dispera” noi abbiamo la certezza che sarà sempre il bene ad avere l’ultima parola. Questa speranza diventa profezia e si traduce in forza generativa, forza dinamica che innesca processi positivi e può renderci protagonisti del futuro.
Crediamo che sia nostro dovere impegnarci per la pace costruendola nella giustizia, nel dialogo, nel perdono; attraverso la fraternità quotidiana possiamo indicare vie per rifiutare la logica dello scontro, dell’indifferenza, del tornaconto.
La nostra speranza ci rafforza nel credere che la conversione ecologica sia possibile, e vorremmo ope- rare perché le semplici azioni di ognuno possano andare in questa prospettiva universale.
Infine, vogliamo agire per una Chiesa sinodale, in ascolto e in cammino con tutti, aperta ai segni dei tempi, generatrice di speranza per l’umanità, capace di innescare processi di riconciliazione, giustizia, fraternità e pace, proprio perché abitata dalla speranza che nasce dal Vangelo.
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Cuore |
Coltivare la speranza vuol dire saper immaginare e costruire un futuro possibile, riconoscendo il bene e il potenziale positivo nelle situazioni, senza fermarsi agli ostacoli. Significa aprirsi all’in- contro con chi è diverso da noi, ascoltando e confrontandosi con fiducia. In questo cammino, la speranza si intreccia con la costruzione di una cultura di pace, fondata su apertura del cuore, fraternità, giustizia, fiducia e perdono reciproco. |
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Creato |
Coltivare lo sguardo sul creato per apprezzarne bellezza e gratuità, come antidoto al caos e all’omologazione, e credere che ogni passo verso la sostenibilità contribuisce a costruire un mondo nuovo. |
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Città |
Abitare i luoghi in cui viviamo consapevoli della nostra identità e responsabilità e con la certezza che vale la pena impegnarsi a prescindere da come andrà a finire perché è la via che ha senso e dà senso al nostro esistere. |
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Chiesa |
Contribuire al rinnovamento della Chiesa e del mondo promuovendo uno stile sinodale di ascolto, confronto e inclusione, camminando insieme alle altre realtà ecclesiali come testimoni gioiosi della Speranza viva in Cristo e aprendosi alla prossimità verso gli altri per seguire azioni che conducano alla pace. |
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Movimento |
Superare ogni forma di autoreferenzialità per rendere il Movimento un vero segno di speranza per le persone del nostro tempo. Rispondere con coraggio alle chiamate attivando processi più che occupando spazi, valorizzando contesti generativi capaci di promuovere cambiamento. |